EPpy Arbitri!

Sapevate che da settembre sto lavorando con gli arbitri di calcio di Serie B?
Una buona occasione per condividere un argomento che mi ha sempre affascinato: lavorare con gli atleti. 

Chiusa l’esperienza con l’Inter a fine giugno, avevo deciso di prendermi una pausa dal calcio.
Ad estate inoltrata, poco prima della partenza per le vacanze,  mi si é presentata l’opportunità di seguire come preparatore atletico un piccolo gruppo di arbitri di Serie B, e categorie inferiori.
L’impegno si incastrava bene nella mia agenda, e sentivo di poter avere quella licenza poetica che mi avrebbe permesso di impostare il lavoro in maniera più libera, sfruttando le conoscenze portate a casa negli ultimi anni. Accetto e si parte!

Faccio una premessa che secondo me é fondamentale per il nostro ruolo di trainer.
Quando si ha a che fare con degli atleti, non è sempre facile inserire principi e mezzi di allenamento diversi da quello che é stato il loro vissuto. E se ritengo che questa cosa sia vera anche con la general population, con tutti i falsi miti del caso, nel calcio e limitrofi lo è ancora di più.

Senza girarci troppo attorno, siamo legati ad una preparazione atletica vecchio stampo, per molti versi ormai antica e superata, dove il lavoro aerobico e la corsa la fanno da padrone, e si programma in virtù dell’impegno partita: il lunedì scarico, il martedì carico, il giovedì velocità.
Quei pochi atleti, di più o meno elevato rango, che ho seguito lo sanno bene: mi piace lavorare sulla forza, mi piace lavorare sul muoversi correttamente, mi piace il lavoro coordinativo, mi piace l’alta intensità.
Praticamente tutto l’opposto a cui i miei arbitri erano stati abituati!
Il tutto indipendentemente dal risultato del match o del giorno della settimana. E soprattutto fregandomene del famoso principio della specificità secondo cui ‘siccome i miei arbitri fischiano x volte durante la partita, dovrei allenarli a fischiare meglio’ (l’avete capita?!).

Strategies? A mio parere due.
La prima: entrare a gamba tesa, stravolgendo la metodologia che si portavano dietro probabilmente da sempre, con i relativi rischi.
La seconda: una modifica graduale, inserendo nuovi elementi, instaurando un rapporto di fiducia probabilmente più immediato, con meno rischi.
L’opzione di mantenere il vecchio modello di lavoro, in cui non credo a pieno, non la considero neanche lontanamente! Ogni trainer deve sapere mettere in gioco la propria esperienza e professionalità, a volte anche sperimentando. 

Dopo tutte queste supercazzole, cosa ho fatto questi primi due mesi con i miei arbitri?
Non ho stravolto, cercando di capire quali fossero le loro esigenze, il loro background e le loro caratteristiche fisiche e mentali. 

Che idea mi son fatto? Forza: mai allenata, così come la parte coordinativa. Un’ottima resistenza generale (praticamente questi corrono e basta!!), che andava però completata con lavori più high intensity. Lavoro preventivo ‘aka’ correttivo da incrementare, con gli adeguati compromessi di tempo e spazio. 

Poco alla volta, ho cercato di inserire queste cose con gradualità. Loro hanno risposto bene, e quindi questa settimana jolly!

Conscio della pausa campionato per le nazionali, e quindi di un loro status mentale meno focalizzato sul match (si, gli atleti sono psicopatici!), butto dentro per la prima volta una cosa che probabilmente non avevano mai fatto prima. 

Chi mi conosce ormai lo sa, trovo il metodo Mike Boyle come uno dei più validi sul pianeta terra e quindi ‘viola, violino e violoncello‘ si va di foam roller e release miofasciale, stretching statico e attivo-dinamico, mobilità, per poi passare alla buona vecchia scaletta per coordinazione e pliometria.

Risultato? Una mezz’ora di allenamento diversa, con aspetti che non avevano mai assaggiato.
I feedback mi sono sembrati positivi, il lavoro é stato fluido e sensato, io sono soddisfatto per aver sfoggiato uno dei miei cavalli di battaglia preferiti.

Qui sotto vi riporto una parte del lavoro svolto! Non sono perfetti, I know! Ma d’altronde noi cosa siamo lì per fare? 

Morale della favola? Fiducia, sensibilità, voglia di sperimentare e di osare. 

Ah, non attaccatevi alla scusa del materiale a disposizione per tutti!
Io ho usato 5 rulli fai da te, 5 bastoni, 5 tappetini, 2 scalette, tutta roba facilmente reperibile.

DO YOUR JOB, ALWAYS!

NB. In questo articolo sono presenti pensieri e convinzioni mentali del sottoscritto, di probabile non totale condivisibilità da parte dei lettori. Pace e bene!

ENRICO PALEARI
Home delivery Coach

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Precision Nutrition Level 1 Certification

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È sempre stata la mia parte più debole, non sono mai stato un buon esempio da un punto di vista nutrizionale.

E allora è giunta l’ora di chiudere il cerchio: Precision Nutrition Level 1 Certification 🎖

Mettiamoci in gioco un’altra volta, per offrirvi un servizio sempre migliore 💪🏻 Fill this bucket! 🗑

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München: CFSC Level 2

Here we are, di ritorno da un super weekend in Baviera, dove ho partecipato a CFSC Level 2.
CFSC, Certified Functional Strength Coach, è la certificazione internazionale della scuola di Mike Boyle, riferimento nel panorama mondiale per lo strength & conditioning e per il Functional Training.

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Dopo aver partecipato al Level 1 lo scorso settembre a Firenze, ho deciso di completare questo percorso partecipando al Level 2 a Monaco, nella splendida palestra FT-Club München, una sala giochi da urlo.
Il corso ci sarebbe stato anche in Italia la prossima estate. L’impazienza e la voglia di mettersi in gioco ancora un’altra volta hanno però avuto la meglio, e quindi senza pensarci due volte ho deciso di buttarmi in questa piccola esperienza internazionale.

Venerdì mattina si decolla all’alba direzione Monaco di Baviera. Avendo la giornata libera, ho potuto godermi un pò la capitale bavarese, una città veramente molto bella, organizzata e pulita. Nei prossimi giorni troverete un articolo su GinnicoTonico, dove vi racconterò come apprezzare al meglio, e in poco tempo, le prelibatezze locali!

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Arriva finalmente sabato, e il corso dei miei sogni comincia! Docente del corso è Kevin Carr, membro di Movement As Medicine e uno dei coach di riferimento della scuola di Boyle.
A conquistarmi, senza esitazioni, la location ospitante. FT-Club München, sede operativa di Perform Better Europe, è una palestra di Functional Training, con un’atmosfera bellissima, dove gli atleti si mischiano alle persone normali, condividendo la voglia e la dedizione per allenarsi seriamente e per la propria performance. Poco conta se questa sia una competizione sportiva, o semplicemente la vita quotidiana. Si, perché spesso lo dimentichiamo, ma la performance che dobbiamo affrontare ogni giorno è la nostra vita quotidiana: fare le scale, lavorare, portare la spesa, tagliare il prato, spostare pacchi, e tutto quello che caratterizza la nostra giornata tipo.

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CFSC è una certificazione organizzata su due livelli. Il Level 1 è dedicato all’allenamento per la General Population. Il Level 2 è incentrato sugli Athletes.
La mattinata di sabato, è dedicata ad una carrellata teorica, dove Kevin ci ricorda i principi e i metodi che da soli già avevamo studiato per sostenere l’esame teorico. Si perché il corso, come il Level 1, è un corso pratico. La teoria si studia prima, da casa, e bisogna sostenere un quiz online per poter accedere poi all’evento pratico.
Nel pomeriggio partiamo con la parte pratica. Come sempre, rimango estasiato dalla parte di warm-up. Kevin guida il riscaldamento, di circa 40 minuti, con una maniacalità impressionante! Si, avete letto bene, 40 minuti di warm-up! Perché la scuola Boyle è cosi, da un’importanza pazzesca alla parte di warm-up, che diventa quasi la parte fondamentale di tutto l’allenamento. Release miofasciale, stretching, mobilità, esercizi correttivi, dynamic warm-up. Giusto per darvi un’idea, a fine warm-up mi sembrava già di essermi allenato!
Una volta bollenti, iniziamo la parte specifica del corso. I punti chiave sono: power, plyometric, linear and lateral sprint, olympic lift, strength. Sabato Kevin ci spiega e fa provare tutte le progressioni di linear and lateral sprint e sull’hang clean. La domenica completiamo tutto il resto. In mattinata ci esercitiamo su pratica e coaching dei movimenti visti sabato, mio sparring partner Coach Fred Duarte, from Portugal with love! Successivamente si passa alle progressioni di power, con le medball, e plyometrics, utilizzando gli hurdle. Completano il menu della giornata Dumbell Snatch, Kettlebell Swing, Bench Press, Single-leg Squat, Trapbar Deadlift, Landmine Press, e un breve accenno al lavoro di conditioning con la Sled. Nota di redazione, glutei in fiamme e addominali sofferenti, ma l’entusiasmo è alle stelle e tutte le aspettative sono state soddisfatte!

Ore 15.00 scatta l’ora X, e si comincia con gli esami. L’esame pratico prevedeva 5 domande, dove Kevin avrebbe valutato la nostra capacità di esecuzione e di coaching di tutte le progressioni viste insieme. Ovviamente in english!
Non vi nascondo che l’inglese è stata la sfida più grande di tutto il weekend, e un pò di tremarella c’era. Dato che non sono proprio madrelingua, speravo di non far casino con i termini e di riuscire a dare a Kevin una spiegazione chiara e soprattutto soddisfacente. Vengo messo alla prova su Linear Sprint, 45° Bound with mini bounce, Hang Clean position 2, Kettlebell Swing, Trapbar Deadlift.

Mission completed, a pieno punteggio! Porto a casa i complimenti di coach Kevin Carr, che si congratula sia per l’esecuzione sia per la buona spiegazione fatta in una lingua che non è la mia e che non padroneggio.
Finisce che mi sento un super eroe imbattibile, e nemmeno l’ora di ritardo del volo di ritorno riesce a scalfirmi.

È stata un’esperienza meravigliosa! Torno a casa arricchito di conoscenze e competenze che non vedo l’ora di ri-ordinare e mettere in pratica per divertirmi un pò con i miei atleti.

Cosa mi ha stupito e impressionato? La mentalità, completamente opposta alla nostra. CFSC tratta gli atleti per farli stare meglio: prima di preoccuparsi della performance, si pensa a prevenire gli infortuni e al muoversi correttamente. Poi, si pensa al miglioramento della performance! L’approccio su sprint, plyometrics, power, è a noi sconosciuto. In Italia, siamo ancora radicati alla resistenza, al lungo lento bla bla bla. CFSC ha l’obiettivo di rendere i suoi atleti più forti, più veloci, più esplosivi. E anche i lavori di conditioning, per quanto siano stati solo accennati, prevedono tutti lavori intervallati, con round brevi e intensi. E la ciliegina sulla torta è l’off-season: gran parte del lavoro viene fatto fuori stagione, quando la competizione ancora non c’è! E anche qui, noi funzioniamo al contrario. L’off-season non esiste, e si continua a lavorare e caricare per tutto la stagione. CFSC lavora duro nell’off-season, con 4 sedute settimanali, per poi fare mantenimento durante l’in-season. Ah, questo approccio lo utilizzano non sono con gli adulti, ma anche con i KIDS! Ok, mi viene da piangere.

Torno a casa orgoglioso, di me stesso!
Era la prima volta che mi mettevo in gioco in un’esperienza internazionale, il primo corso di formazione fuori dai confini, in un ambiente sconosciuto, con una lingua che non padroneggio. E forse questa è stata la parte che più di tutte mi ha arricchito! 

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Colleghi: scoprite il metodo CFSC, provatelo e andate a fare questo corso perché è il migliore che io abbia mai fatto!

Atleti: l’off-season è alle porte, sapete chi contattare!!

ENRICO PALEARI – HOME DELIVERY COACH
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